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Spazi d’eccezione

Andare nel posto sbagliato

Finite le vacanze si fanno spesso i bilanci dei viaggi compiuti, delle scoperte e delle delusioni.
Non sempre si è beccato il posto giusto e spesso i viaggi hanno un lato oscuro in cui possiamo incappare senza accorgercene. Tutti i posti possono essere sbagliati se vissuti nel momento, nel clima, con la compagnia sbagliata. Quella che viene proposta qui è una guida essenziale per evitare le delusioni e i contraccolpi dei viaggi sbagliati. Un manuale “contromano”, che vuole spazzare via buona parte della retorica delle immancabili guide che vedete ormai nelle mani di qualunque viaggiatore. È un invito a liberarsene, perché spesso sono proprio le guide a farvi sbagliare viaggio. Franco La Cecla lo racconta per esperienza in una serie di quadretti esemplari e lo narra in alcuni racconti che condensano il fascino, l’eros, la frustrazione e la disperazione stessa del viaggiatore. Il libro va usato come amuleto e prontuario per scacciare via eccessive illusioni ma anche le ovvietà di cui oggi come non mai chi parte e chi torna è vittima. Da leggere mentre si disfano le valigie e si rientra nella routines o, dopo averlo agitato, sull’autobus che vi porta all’aeroporto. Avendo cura di smarrirlo appena finito.

Il mondo di Jordy

La morte improvvisa di un amico-collega, Toni Fontana, inviato di “razza” come si usa dire nel gergo giornalistico, manda all’aria la rimpatriata tra alcuni amici-colleghi, più amici che colleghi. Il viaggio era stato progettato per raccontarsela un po’, fuori dagli schemi e, forse e soprattutto, perché è tanto che non si vedono nel luogo dove tutti si sono conosciuti e hanno viaggiato per lavoro, ma soprattutto per passione: l’Africa. Angelo Ferrari lavora lì, nella Repubblica del Congo. Quel viaggio rimane nei sogni di tutti, ma diventa anche un’occasione per riprendere i fili della memoria di oltre vent’anni trascorsi come inviato nel Continente africano. Comincia così un lungo racconto dove sogni e ricordi si incrociano con la vita di un ragazzino di strada di Pointe Noire, Daga Jordy, una vita estrema come migliaia ne esistono nelle metropoli africane. Un sogno che si trasforma in speranza e come accade spesso affoga nelle pieghe della povertà africana. Jordy aveva un sogno. La strada gli è stata compagna fino alla fine. Ha lottato per cambiare il suo destino. Si è aggrappato con tutte le sue forze al suo sogno. Una notte, però, si è addormentato dove non doveva. Attraverso il racconto della vita di un ragazzo di strada, Angelo Ferrari racconta i suoi vent’anni di esperienza in Africa come inviato tra guerre, povertà, avventure, desiderio di vita comunque e nonostante.

La meccanica dei gesti

Dopo il suo romanzo d’esordio, La qualità della vita, Paolo Marasca torna ad affrontare i temi della contemporaneità attraverso una magistrale affresco di “letteratura del margine e della frontiera”. Gli addetti alla pulizia e manutenzione delle spiagge e di una baia molto frequentata della costa adriatica trovano, in un caldo mattino di luglio, una bambina rintanata nella cava che utilizzano come rimessa. Avrà 9 o 10 anni, non parla, è molto sporca e nessuno capisce come sia comparsa. A pochi chilometri di distanza, nel frattempo, il loro datore di lavoro cerca con disperata lucidità un modo per evitare il fallimento dell’impresa. Mirco, giovane di buona famiglia soffocato dalle aspettative altrui, Fausto, in perenne conflitto con il mondo, Lucio, lavoratore meticoloso e marito previdente, e Carlo, silenzioso uomo delle caverne contemporaneo, ognuno con il suo vissuto e avvezzi per scelta o per necessità alla mera meccanica dei gesti, non possiedono le parole per rispondere alla domanda più semplice: cosa fare di quella bambina? Mentre nelle banche e nella mente accelerata del loro principale si gioca il destino dei quattro, la banale decisione di rendere al mondo esterno la bambina rimane sospesa, ostacolata dagli eventi e dal desiderio di trattenerla lì, nella cava in cui, per ragioni diverse, ognuno di loro sembra aver recluso la propria esistenza. Sarà il destino, nell’arco di un solo giorno, a incrociare le scelte dell’imprenditore a quelle dei suoi dipendenti, e a decidere per tutti. “Mito della caverna” contemporaneo e all’ombra di un monte che è da inscrivere, per la sua presenza scenica, tra i protagonisti del romanzo, i quattro spazzini si fanno simbolo di un’umanità contemporanea priva di punti di riferimento, le cui “storie di niente” possono trovare nuovo senso solo se affidate con coraggio alla parola dell’altro e se pronte ad accogliere lo spiraglio di luce rappresentato dall’improvviso e inspiegabile arrivo della bambina.

La strada di Ilaria

“Sono passati vent’anni da quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin vennero assassinati a Mogadiscio. La verità giudiziaria su quel duplice omicidio non è emersa né emergerà più. Eppure là dove i fatti non sono comprovati, ma restano nondimeno ragionevolmente possibili, è lecito tendere dei fi li per cercare di colmare i vuoti. Fili narrativi che tessono una trama di romanzo, come ha fatto Francesco Cavalli. La sua matassa, però, è costituita di fatti e non di fantasie. Questo costituisce forse il punto più vicino alla verità sulla fi ne di Ilaria e Miran che riusciremo mai a raggiungere.” Pietro Veronese

La strada di Ilaria racconta i fatti sui quali lavorava Ilaria Alpi e sulle ragioni della sua morte. Un caso scomodo, che è stato insabbiato velocemente per le tante implicazioni fra Italia e Somalia. Un caso che per la giustizia italiana non è ancora chiuso, e rimasto fi no ad oggi senza responsabili.
Traffi ci di armi e di rifi uti tossici, corruzione, misteri nello storico rapporto fra Somalia e Italia: una storia che deve essere raccontata, e che nella scelta stilistica volutamente non giornalistica, riesce a coniugare narrazione pura a informazione. E si fa ascoltare da tutti, adulti e ragazzi.
Un romanzo rigoroso nelle informazioni e poetico nelle parole, che riesce a raccontare tante storie, unite tra loro dal fi lo sottile, ma vero e indispensabile, della verità e del rispetto della memoria. Questo libro, frutto di diversi viaggi sul campo, darà vita anche a una rappresentazione teatrale che girerà per l’Italia.