Il lato oscuro di Google

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Il lato oscuro di Google

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Nel 1998 arrivò Google, all’inizio un semplice campo bianco, un oracolo per rispondere a ogni possibile desiderio. A vent’anni di distanza la fiaba iniziata nel classico garage della Silicon Valley continua ad arricchirsi di nuovi servizi. Tanti ne sono nati e poi morti, dismessi nel ciclo della distruzione creatrice; ma il futuro si annuncia radioso, perché ora Google ha una mamma. Alphabet, la più grande conglomerata del mondo. G sta per Google. Ora si prenderanno il resto dell’alfabeto, con compagnie che stravolgeranno ogni settore delle nostre vite. I fondatori Brin&Page proseguono nel progetto di egemonia globale per gestire ogni briciola di informazione presente, passata e futura. Sognano auto che si guidano da sole, droni, protesi biotech e altri oggetti che comunicano fra loro e si prendono cura di noi perché ci conoscono meglio di quanto noi potremo mai conoscerci. Tutto a partire dalla profilazione di noi utenti. Per rendere il mondo un posto migliore. Ma chi gliel’ha chiesto? E ancora rimane quel bottone, “mi sento fortunato”, sintesi della filosofia del colosso: lasciati andare, ci pensiamo noi, organizziamo noi con l’intelligenza artificiale, abbi fede, lascia che ti aiutiamo a scegliere, a liberarti dalla libertà. Non è fantastico? Una nuova edizione corretta e ampliata del libro che ci spiega come e perché “Se è gratis, la merce sei tu”.

IPPOLITA è un gruppo di ricerca e formazione indisciplinare attivo dal 2004. Conduce una riflessione ad ampio raggio sulle “tecnologie del dominio” e i loro effetti sociali.
Pratica scritture conviviali in testi a circolazione trasversale, dal sottobosco delle comunità hacker alle aule universitarie. Tra i saggi pubblicati: Anime Elettriche; La Rete è libera e democratica. FALSO!; Nell’acquario di Facebook; Luci e ombre di Google; Open non è free; Tecnologie del dominio.

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